Vecchie Viti

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“Questo vino, tratto da Vecchie Viti di Valdobbiadene, le più belle e longeve Prosecche, Bianchette, Verdise e Perere, vuole essere un omaggio alla nostra terra e alla memoria degli uomini e delle donne che con le loro mani e il loro cuore la resero unica e feconda”.
Abbiamo scelto il nome di Vecchie Viti perché questo vino deriva da singole viti sparse per tutto il territorio di Valdobbiadene e non da un unico vigneto. Naturalmente è difficile determinare con assoluta precisione l’età di queste piante, ma possiamo affermare che è compresa tra gli 80 e 100 anni circa.

Per giungere a produrre questo vino è stata necessaria la collaborazione di numerosi agricoltori, proprietari dei più bei vigneti di San Pietro, Santo Stefano, Cartizze, Guia e Saccol.
Durante l’inverno e la primavera vengono selezionate duemila viti vecchie che producono circa 5.800 chilogrammi d’uva.

Il vino ottenuto dopo la prima fermentazione e i travasi rimane a maturare sulla sua feccia fine sino a primavera, quando entra in autoclave. La presa di spuma avviene molto lentamente, con tutte le cure necessarie, e poi ancora lo spumante riposa sui lieviti sino a pochi giorni prima dell’imbottigliamento, che si effettua nel giugno successivo.

Uve da cui è prodotto

Glera (tradizionalmente chiamata Prosecco) 90%,
Verdiso 6%, Bianchetta 2% e Perera 2%.

Scheda tecnica Vecchie Viti (PDF)

Come è nato il Vecchie Viti

In comune di Valdobbiadene il vigneto è completamente disetaneo, vale a dire che all’interno dello stesso appezzamento si trovano viti di tutte le età, poiché quando muore una vite subito se ne pianta un'altra. In molti vigneti si trovano numerose viti di 30, 40 anni e più. Ma talvolta ci si imbatte in soggetti davvero vecchi.
Nel mantenimento di questi esemplari molto dipende dall'indole della famiglia, della persona, e naturalmente dal fatto che queste venerabili piante producano ancora qualcosa, ma talvolta capita di trovare qualche decina di viti vecchie vicine nella stessa area, che si tengono compagnia.
Noi siamo fondamentalmente compratori d'uva, e abbiamo circa un centinaio di fornitori in comune di Valdobbiadene. Camminando su e giù per le colline in compagnia degli agricoltori, nelle diverse stagioni, sempre rimanevo colpito, impressionato, incuriosito e quasi intimorito, dalle viti più vecchie.
Qualche volta imponenti, col fusto enorme, altre ridotte ad una lamina che comunque riesce a nutrire il frutto, talvolta spaccate in due, forse per un antico tentativo di curare il mal dell'esca come facevano i vecchi, che dopo aver aperto la pianta mettevano un sasso per tenere separati i due lembi del fusto.

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Zona del Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G.

Il Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G., Denominazione di Origine Controllata e Garantita, si coltiva nella parte settentrionale della Marca Trevigiana, da Colle Umberto sino a Valdobbiadene, l’antica Valduplavensis “...ove eternamente fiorisce la vite...” (S.Venanzio Fortunato 535-603 d.C.).

Si può senz’altro affermare che Valdobbiadene costituisce il distretto più interessante dal punto di vista qualitativo. Infatti i vigneti che la circondano da sempre forniscono il Prosecco più profumato.

Ad elevare la qualità dei vigneti di Valdobbiadene contribuisce la presenza di numerose viti vecchie e, talvolta, vecchissime. La vite

vecchia di Prosecco, che può essere definita come “la memoria del territorio”, grazie al suo importante apparato radicale, riesce a ben bilanciare i più diversi andamenti climatici tipici delle colline di Valdobbiadene, assicurando in questo modo una elevata costanza qualitativa nelle più diverse condizioni pedoclimatiche.

Il grappolo di Prosecco, allungato e spargolo, con peduncolo lungo e sottile, gli acini appena dorati dal sole, si presenta delicato ed elegante proprio come il vino cui darà origine.

Si vendemmia tardi, in ottobre, ed è sempre accompagnato da piccole quantità di uva Verdisa e Perera, ugualmente presenti nel vigneto.