IL PROSECCO

L'Uva

Il grappolo di Glera ( uva un tempo chiamata Prosecco ) allungato e spargolo, con peduncolo lungo e sottile, gli acini appena dorati dal sole, si presenta delicato ed elegante proprio come il vino cui darà origine. Nelle storiche vigne di Valdobbiadene tipica è la presenza di piccole quantità di vitigni autoctoni quali Bianchetta, Perera e Verdiso, importanti per la tipicità e la complessità del prodotto finale.
La vendemmia del Valdobbiadene, sino ai primi anni novanta, aveva luogo piuttosto tardi, e comunque l’inizio cadeva sempre dopo il primo giorno di ottobre. Nel corso degli ultimi vent’anni l’avvio della raccolta avviene nel mese di settembre, e non è raro l’inizio ai primi dello stesso mese.

Zona del Prosecco D.O.C.

Con la nascita dei nuovi disciplinari di produzione l’uva Prosecco prende il nome di Glera, mentre il termine Prosecco diventa nome dell’ampio territorio della nuova denominazione che si estende dal Friuli a gran parte del Veneto, comprendendo ben nove province: Trieste, Gorizia, Udine Pordenone, Treviso, Belluno, Venezia, Padova, Vicenza. All’interno di questo vasto territorio vi sono 20.000 ettari destinati alla produzione di Prosecco Doc. 

Zona del Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G.

All’interno del vasto territorio della denominazione di base Prosecco DOC, si distingue per la sua eccellenza qualitativa la ristretta area storica di Valdobbiadene che diventa Denominazione di Origine Controllata e Garantita, ed il cui vino prende il nome di VALDOBBIADENE PROSECCO SUPERIORE.
Il Valdobbiadene si coltiva nella parte settentrionale della Marca Trevigiana, da Colle Umberto sino a Valdobbiadene, l’antica Valduplavensis “...ove eternamente fiorisce la vite...” (S.Venanzio Fortunato 535-603 d.C.). Si può senz’altro affermare che Valdobbiadene costituisce il distretto più interessante dal punto di vista qualitativo. Infatti i vigneti che la circondano da sempre forniscono il Prosecco più fine e profumato.
Ad elevare la qualità dei vigneti di Valdobbiadene contribuisce la presenza di numerose viti vecchie e, talvolta, vecchissime. La vite vecchia di Prosecco, che può essere definita come “la memoria del territorio”, grazie al suo importante apparato radicale riesce a ben bilanciare i più diversi andamenti climatici tipici delle colline di Valdobbiadene, assicurando in questo modo una elevata costanza qualitativa nelle più diverse condizioni pedoclimatiche.

“Vitis etiam provectioris aetatis facit uvas meliores et melius vinum, sed facit uvas pauciores proportione suae quantitatis quam juvenis”.

Alberto Magno (1193-1280)

Zona del Superiore di Cartizze D.O.C.G.

Cartizze è il nome di una ristretta e pregiata area di soli 106 ettari, che si trova nel cuore del territorio di Valdobbiadene.
Il Cartizze o, più precisamente, il Valdobbiadene Superiore di Cartizze, rappresenta la più alta espressione enoica di queste terre. In esso infatti si ritrovano esaltate al massimo grado le doti di finezza ed eleganza e i delicati profumi fruttati e floreali del vitigno coltivato in questa ristrettissima zona.
La felice esposizione delle colline e la particolare composizione del terreno, formato prevalentemente da calcari, argille e arenarie, danno origine a questo vino così caratteristico e perciò così ricercato. Il Cartizze presenta tradizionalmente una delicata vena di amabilità.
Infatti un tempo l’uva si raccoglieva il più tardi possibile, alla fine di ottobre o anche nei primi giorni di novembre. Poteva così accadere che le basse temperature notturne arrestassero le fermentazioni che però riprendevano spontaneamente col tepore della primavera. Il calore restituiva vitalità ai lieviti resi inerti dal freddo. Queste riprese fermentative avevano la rara caratteristica di essere molto lente, concedendo in tal modo la possibilità di godere, per alcuni mesi, di vini gradevolissimi, spumeggianti e amabili, dal profumo meraviglioso e dal gusto dolce e fruttato.